Progetto pozzo
FINE ANNO 2009: FINALMENTE… L’ACQUA!
Con grande gioia possiamo comunicare che il villaggio di Tan Barogane, in Niger, dispone dell’acqua potabile. Dopo parecchi mesi di lavoro finalmente l’acqua è apparsa a 80 metri di profondità. Una bella sorpresa rispetto alle previsioni che la ipotizzavano a 90-130 metri. Sotto potete osservare le immagini che ci sembrano molto più esplicative delle parole. Gioiamo insieme per questo bellissimo risultato raggiunto, frutto del contributo di associazioni e privati donatori ai quali va il nostro ringraziamento e quello della popolazione destinataria dell’opera.

Pozzo - si vede l'acqua a 80 metri di profondità
Pozzo - l'acqua viene tirata su
Pozzo - finalmente acqua per tutti
IL PROGETTO DELL’OPERA
Scavo di un pozzo a Tan Barogane
Analisi delle necessità
La popolazione di Tan Barogane ha espresso il desiderio di costruire un pozzo nell’abitato per
risolvere l’annoso problema dell’acqua. Durante la stagione secca, la ricerca dell’acqua preclude agli uomini la possibilità di dedicarsi al commercio degli animali e alla preparazione dei campi per la semina. Negli anni di maggiore siccità l’assenza del pozzo costringe la popolazione ad avvicinarsi ed inurbarsi nella cittadina di Abalak, 12 chilometri a sud est, dove c’è un pozzo profondo 90 metri.
Un abitante del villaggio, Sidi Mohamed, ha steso un progetto per la costruzione di un pozzo e il capo villaggio Mohamed Ahhmooudou, d’intesa con i capi famiglia, lo ha inoltrato alla Chefeterie dell’Amenokal del groupament Tuareg Kel Eglal. Le autorità locali hanno approvato il progetto. La popolazione ha chiesto allora a Cecilia Peduzzi, una ragazza scout che vive a Tan Barogane dal 2006, un aiuto economico per la realizzazione del pozzo.

Obiettivo
Costruire un pozzo a Tan Barogane significherebbe garantire alla popolazione l’accesso all’acqua durante tutto l’anno. Si faciliterebbe così la sedenterizzazione della popolazione e lo sviluppo di un’economia locale, che potrebbe far diminuire il flusso migratorio degli uomini alla ricerca di un lavoro verso le città e oltre i confini libici.
Strumenti (finanziamento, lavoro locale, lavoro a tranche)
Il pozzo avrà una profondità compresa fra i 90 e 130 metri. Gli abitanti del villaggio saranno responsabili, una volta ultimato lo scavo, della manutenzione del pozzo e del suo utilizzo da parte di tutta la popolazione dei villaggi vicini e delle greggi nomadi di passaggio.
Lo studio tecnico multisettoriale è stato effettuato da un’apposita commissione, la Commission foncier, incaricata dal Prefetto della regione. L’Ong locale Pdr, Promotion developpement rural di Abalak incaricherà un’ impresa specializzata della città di Tahoua, per una ricognizione sul terreno e l’identificazione del luogo dello scavo.
L’impresa è responsabile dell’identificazione del luogo indicato per lo scavo e della sua effettuazione, utilizzando propri tecnici e macchinari e avvalendosi, qualora richiesto, di manodopera locale.
L’Ong Pdr si impegna ad assicurare il monitoraggio dell’utilizzo del pozzo, intervenendo in caso di problemi in raccordo con l’amministrazione locale e la chefeterie dei kel Aglal.
Aggiornamento a fine maggio 2009
Dopo due anni dall’avvio del progetto e un anno dall’inizio degli scavi, è stata raggiunta la quota di 70 mt. di profondità. Si ritiene di dover continuare lo scavo fino a 124 – 140 mt prima di poter vedere spillare l’acqua.
Si è proceduto a scavare con una certa regolarità alla velocità di circa un metro al giorno. Le interruzioni ed i rallentamenti sono stati causati da strati di roccia anche di grande spessore.
Possiamo sperare nella fine lavori tra un anno circa, nel maggio 2010.
Note tecniche
Il pozzo è scavato in buona parte a mano e con l’aiuto di strumenti meccanici per la perforazione per le parti rocciose e progressivamente rivestito di cemento armato. Per i cordami e i secchi per il recupero dell’acqua si intendono utilizzare i sacchi di materiale plastico facilmente reperibili in loco. Questi vengono tagliati a strisce e intrecciati tra loro a formare lunghe corde o vasti sacchi impermeabili adatti a fornire i recipienti nei quali issare l’acqua.
La trazione della carrucola è manuale. Tutti questi accorgimenti fanno sì che la manutenzione del pozzo possa essere integralmente garantita con risorse locali. Per questo si sono esclusi l’uso di corde, secchi o pompe.
Già altri pozzi scavati dalla cooperazione internazionale restano inutilizzati in zone dove ce ne sarebbe bisogno dopo che le moderne pompe di cui erano stati dotati si sono guastate.

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